marilù's profilespine e petali di rosaPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
Piazza della scala-mobile in fondo a destraUna mia giovanissima amica è una fanatica dei centri commerciali. Sostiene che non sono per niente freddi e anonimi, senza identità. Anzi, sono pieni di gente che si diverte a mangiare, comprare, passeggiare, vedere un film. A Siracusa come a Roma o Milano ormai funziona così. Il sabato sera i ragazzi si riuniscono nelle piazzette dei centri commerciali. Vanno nel pomeriggio, così hanno il tempo di fare vetrinaggio o shopping e poi restano lì, fra multisale e pizzerie. Insomma fanno notte e il sabato va. Non importa se le piazzette dove si ritrovano non hanno un nome, lampioni o gatti, e luci dietro le finestre. Ogni gruppo le ha battezzate a modo suo: c’è la piazzetta di Benetton e quella della scala-mobile; l’importante è che per loro resti la stessa, riferimento fisso ogni sabato sera. E poi chi me l’ha detto che sono asettiche e anonime? C’è una luce sparata che piove su ogni cosa, e c’è la musica che ti insegue ovunque, come l’odore amatissimo delle patatine fritte. Sarà. Al posto della città, con le sue piazze e le strade vere, loro hanno l’anticittà, che anzi ha il merito di raggruppare tutto insieme, nello stesso posto, ciò che gli piace di più: negozi di vestiti, gadget e musica, i cinema, paninerie e pizzerie, discoteche e palestre. Con la comodità che se piove non ci si bagna, e d’inverno si sta al caldo, d’estate al fresco. Tutto insieme e tutti insieme, come dice la mia giovane amica. Non le importa che questa comunità sia apparente, perché tenuta insieme solo dal piacere di comprare, dal rito di spendere. Non cittadini o ragazzi, ma consumatori. Ma non critichiamo i ragazzi. Lo sapete che da quando sono iniziati i saldi nel mall più grande d’Italia, cioè quello piemontese di Serravalle Scrivia, nonostante la neve, il pericolo sulle strade gelate e le code di due chilometri all’uscita, ben quindicimila persone hanno fatto l’alba in auto o in bus pur di agguantare il loro carrello? E poi dicono che c’abbiamo la depressione da crisi economica, che non abbiamo più fedi e passioni, tsè. Comments (5)
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