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Intelligenti paucaQual è l'intelligenza richiesta oggi dal mercato? La valutazione, e dunque il peso economico dell'intelligenza, è certamente legata al suo valore d'uso, cioè al bisogno del mercato. Se ieri, diciamo negli anni '80-'90, in pieno boom del (discutibile) mito del manager, le doti richieste sul mercato erano grintosità, spregiudicatezza, decisionalità e resistenza allo stress, in anni recenti sono emersi sul campo ben altri standard dell'intelligenza. Ricordate il valore assunto all'improvviso nel curriculum, appena dieci anni fa, dalla conoscenza web? Esplodeva la tecnologia e ovviamente servivano nuove competenze: l'intelligenza informatica. A poco a poco, visto che con i computer abbiamo preso tutti confidenza, si è creato un bisogno diverso, diciamo di nuova umanità. Per bilanciare il pericolo di professionisti troppo rigidi e computerizzati, dalla mente troppo schematica e bipolare, i guru aziendali hanno trovato una soluzione nuovissima, cioè la più antica: la filosofia. Come scardinare, si sono detti, il dualismo tipico del web e il relativo pensiero bipolare che governa ogni opzione sul web? Come inoculare nel manager macchinizzato il germe sano del dubbio, del forse, della ricerca sulla terza via? E' nata così la mitografia del pensiero trasversale, quello che taglia le categorie a metà e le attraversa e scavalca in modo nuovo. E' nata così, appunto, la (ri)scoperta della filosofia, in omaggio alla quale interi stuoli di dipendenti sbigottiti e inermi sono stati sottoposti per mesi a terapie cruente a base di Socrate e Platone, nonchè a iniezioni virtuali della metafisica Kantiana e del diritto secondo Hobbes. Il tutto a garantire un uso terapeutico della filosofia con benefiche ricadute sul rendimento. Contro il pericolo della disumanizzazione intellettiva è stato riedificato il valore dell'intelligenza umanistica, capace - secondo i suoi lodevoli sostenitori - di consentire un approccio più aperto e profondo persino ai probemi più tecnici e scientifici. Perchè poi, nonostante questo, i laureati in Lettere e Filosofia restino più a lungo degli altri precari e disoccupati è però sempre un mistero. Comments (4)
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